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lunedì 16 febbraio 2015

Le notti bianche _ Fedor Dostoevskij




Non molto tempo fa alla presentazione di un best seller l’autore disse che oggi Dostoevskij avrebbe avuto bisogno di editing. Come io mi sia ritrovata in una situazione del genere è uno dei misteri della mia vita, ed altrettanto inspiegabile è come di fronte a cotanta bestemmia letteraria io sia rimasta gelata da non batter ciglio (cosa che mi capita spesso) e da non alzare i tacchi, mostrare le terga e andare via.
Ma io mi chiedo, da donna che legge e che scrive: esistono solo i gesti, la praticità, le trame complesse, la descrizione dei personaggi e dei luoghi o esiste anche un’interiorità, i luoghi dell’anima, il rapporto del personaggio con sé stesso, la dimensione onirica?
Il protagonista di questa storia è un sognatore, schivo, chiuso in sé stesso. la tematica del sogno è ricorrente in Dostoevskij.
Il sognatore esce dal suo guscio e conosce di notte (quattro notti per la precisione) una ragazza che vive sola con una nonna cieca. I due si raccontano nella loro interiorità e nei loro pensieri e ne escono, oltre che una bellissima storia d’amore, due personaggi vivi, più reali di tanti personaggi raccontati con l’azione.
“C’è più sincerità nei nostri sogni che nelle azioni della nostra vita” diceva Freud e io non posso che concordare.
Nel sogno ciascuno trova o scopre qualcosa di sé, sostiene André Gide nella postfazione all’edizione Oscar Mondadori. Ed è questa la vera letteratura, quella che ci permette di rispecchiarci, aggiungo io.
da questo racconto o romanzo breve è stata tratta una versione cinematografica: un film di Luchino Visconti. Con Clara CalamaiMarcello MastroianniJean Marais,Maria SchellMaria Zanoli.  https://www.youtube.com/watch?v=xAQFpknkUTk


© Miriam Caputo, riproduzione riservata

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